Un’aria piena di germi

Quindi un uomo finisce la sua corsa in palestra. Come la maggior parte delle palestre, dentro fa freddo a causa dell’aria condizionata. Esce alla reception, la differenza di temperatura è piuttosto significativa, inizia subito a sentire freddo e prima che se ne accorga, c’è uno starnuto.

Poi un altro.

E un altro.

Presto sarà tutto perfetto. Ci vogliono un paio di minuti t perché si abbassino. Si sente abbastanza stordito ed esausto per il calvario, quindi si siede per raccogliere fiato e muco dalle sue mani. L’addetto alla reception di turno tossisce per segnalare che, nonostante la sua esposizione di batteri, deve ancora entrare in palestra. L’uomo si alza lentamente e si avvicina al libro per fare il necessario.

Prima che possa iniziare, un altro rende nota la sua presenza. È un pezzo grosso, può sentirlo dalla parte posteriore del cervello e nel profondo dei suoi polmoni. Non volendo interferire con le nozioni cosmiche di destino e destino, chiude gli occhi, distoglie la testa dalla scrivania e dall’addetto alla reception e lascia che sia.

“Ooaaaahhhh !!!” esclama una voce disincarnata.

L’uomo spalanca gli occhi, con suo stupore, orrore e colpevole divertimento, una piccola vecchietta è congelata e coperta di saliva e germi. Dopo alcuni momenti dolorosamente lunghi, l’uomo si scusa profusamente. Vuole andarsene il prima possibile, può sentire lo sguardo mortale della povera vecchia signora e le risate silenziose della receptionist.

Ma no, deve ancora cambiare le sue scarpe da ginnastica.

Passa i successivi imbarazzanti minuti a cambiarsi le scarpe e imprecare contro la palestra: l’aria condizionata, la receptionist con il suo stupido sorriso e le sue regole fastidiose ma necessarie.

Infine, con le scarpe cambiate, l’uomo salta in piedi e se ne va il più velocemente possibile. Mentre si allontana di corsa, non può fare a meno di interrogarsi sugli effetti causali del karma.